Quei Fiori Malsani al debutto discografico con Niente D’Indimenticabile: il videoclip del singolo Hadil è su youtube!

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Fuori oggi Niente D’Indimenticabile, debutto discografico di Quei Fiori Malsani, band marchigiana eclettica e dallo stile fortemente identitario, edito dalla label bolognese Vivamusic! Il disco è accompagnato dal videoclip di Hadil, primo singolo estratto dal disco, realizzato dall’artista pesarese Giulia Gioacchini.

Quei Fiori Malsani lo raccontano così La libertà imprevedibile e bambina che permette di osservare la voce e di pensare che sia il cielo a nascondere le nuvole e non viceversa. Il gioco interrotto a tratti dalla vita quotidiana. La carezza all’idea di qualcosa di veramente diverso, di oltre, seppur sempre in terra, una terra camminata con le mani…”

Il prossimo 15 febbraio potrete ascoltarli anche dal vivo in occasione del concerto a supporto della rivista Malamente presso il Circolo Arci Pablo Neruda di Corinaldo (AN): alle 19.00 tutti sotto al palco!

Folk, Rock, Blues, Reggae e basso cantautorato in lingua nostrana si sfiorano, si rincorrono, si scontrano, senza mai integrarsi o approfondirsi troppo. Quasi ogni canzone ha l’intenzione di far emergere il più possibile lo stato d’animo dell’uomo, a metà tra le questioni sociali del macrosistema – diversità, giustizia sociale, violenza, conflitto di classe, integrazione – ed i problemi personali della vita di tutti i giorni – solitudine, insicurezza, relazione di coppia, goliardia, devianza, amicizia, salute precaria, dipendenze…

Quei Fiori Malsani spuntano spontaneamente a Jesi, nella periferia della provincia anconetana, quando Francesco Coltorti, Simone Guerro e una citazione di Baudelaire si incontrano e decidono di liberare una dozzina di inedite mezze e storte storie, più o meno quotidiane, sostenute e impreziosite dalla voce e dalla chitarra acustica del primo e dalla fisarmonica, dalle tastiere e dall’ukulele del secondo. In un secondo momento arrivano a delineare il sound della band anche le percussioni di Matteo Tiranti e Simone Pedna, il violino di Martina Paccova, il basso di Roberto Franchi, e il charango del maestro Emiliano Pede.

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